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“Giovani e futuro dell’Europa”, a Roma l’evento dibattito

In occasione della Giornata dell’Europa, si è tenuto ieri 9 maggio l’evento “Giovani e futuro dell’Europa”, organizzato dal Consiglio nazionale dei giovani (Cng) insieme all’Ufficio per l’Italia del Parlamento europeo, presso lo spazio espositivo Esperienza Europa.

Condotto dai consiglieri di presidenza del Cng Francesco Marchionni e Maicol Pizzicotti Busilacchi, l’evento è stato aperto dai saluti istituzionali di Carlo Corazza, a capo dell’Ufficio per l’Italia del Parlamento europeo, che ha sottolineato la necessità di “lavorare per un’Europa più democratica ed efficace”.

L’incontro ha messo al centro i risultati emersi dalla Conferenza sul futuro dell’Europa dello scorso anno e in particolare le attività e le priorità dei giovani cui l’Europa deve dare risposta. In qualità di rappresentante italiana dei cittadini europei alla Conferenza sul futuro dell’Europa, Chiara Alicandro ha illustrato il lavoro svolto, da cui è emerso un documento di 49 proposte, alcune delle quali  attuate nei trattati attuali ed altre che non hanno incontrato il favore del Consiglio europeo.

Come evidenziato nel corso del dibattito ad oggi il problema non è più se l’Europa debba esserci o meno, ma come deve esserci. È stato sottolineato da più parti che non sempre l’Europa è stata in grado di rispondere efficacemente alle difficoltà che si sono trovati ad affrontare gli Stati membri. Emergenze come la crisi economica o quella migratoria, spesso non riescono a trovare uno sbocco veramente europeo. Le soluzioni vengono trovate fuori dai trattati, il più delle volte con un compromesso.

Secondo Corazza, “il problema dell’Unione oggi è che si danno delle colpe a un’Europa che non c’è”. Il capo dell’Ufficio per L’Italia del pe ha infatti evidenziato come rispetto a certi temi l’Europa dovrebbe avere  competenza federale, piuttosto che confederale. “Il problema dell’Europa oggi non è la burocrazia, ma che non c’è abbastanza politica”, ha affermato.

Allo stesso tempo è stata ribadita l’importanza della partecipazione dei cittadini, e in particolare dei giovani, alle tematiche e agli appuntamenti europei, a partire dalle elezioni del 2024. “L’Europa, simbolo di unità, democrazia e cooperazione, offre ai giovani occasioni uniche di crescita, condivisione e sviluppo. A noi spetta contribuire con idee, competenze e passione al suo rafforzamento e alla promozione di un’agenda politica e sociale inclusiva e sostenibile”, ha dichiarato Maria Cristina Pisani, presidente del Consiglio nazionale dei giovani.

Continuando: “Mi auguro che tutti i lavori e le istanze che sono uscite dalla Conferenza sul futuro dell’Europa vengano attenzionate dai decisori politici europei perché rappresentano un importante punto di partenza per costruire un’Europa che possa rappresentare al meglio le istanze dei cittadini ma soprattutto delle giovani generazioni che, ricordiamocelo sempre, saranno chiamate non solo ad abitare quest’Europa ma anche e soprattutto a guidarla”.

Federica Celestini Campanari, commissario straordinario Agenzia italiana per la gioventù, riprendendo le parole della presidente del Cng ha dichiarato: “Se è vero che abbiamo bisogno dell’Europa, di più Europa, è pur vero che c’è tanto bisogno di Italia in Europa. Quindi sono molto lieta che oggi voi possiate discutere delle proposte dei giovani italiani, delle organizzazioni e del Cng per costruire un’Europa sempre più vicina ai cittadini”.

In tal senso sono fondamentali gli organismi di rappresentanza. “Ci rivolgiamo ai rappresentanti eletti quindi ai parlamentari italiani ed europei affinché si facciano portatori delle nostre istanze all’interno delle istituzioni. Questo tipo lavoro non si ferma con la Conferenza sul futuro dell’Europa, ma prosegue ogni mese, ogni giorno, in tutte le attività che svolgiamo”, ha sottolineato Vittorio Gattari, consigliere della presidenza del Cng.

Allo stesso tempo è stata critica all’Europa una carenza comunicativa che allontana i cittadini dalle sue istituzioni. Per tale motivo è importante comunicare le attività, i progetti, e il funzionamento degli organi europei, a partire dalle scuole, come avviene con il progetto Esperienza Europa.

Occorre “costruire punti di incontro e sintesi per far avanzare il progetto europeo, trasmettendo un messaggio chiave ai cittadini: partecipare, credere nell’impegno europeo, con le associazioni, col voto alle elezioni europee, l’interessarsi all’Europa poi porta dei risultati. Credo che questa apertura di credito che c’è verso l’Europa da parte delle nuove generazioni debba essere ripagata con serietà, impegno e risposte ai problemi che giovani e meno giovani ci pongono e chiedono che l’Europa affronti con una nuova determinazione”, ha dichiarato in merito l’eurodeputato Brando Benifei, capo della delegazione del Pd al Parlamento europeo.

Se da una parte sono stati riconosciuti i limiti dell’Unione europea che non è sempre è riuscita fornire soluzioni a problematiche complesse, così come una comunicazione che ancora oggi non riesce a raggiungere i cittadini, come ha ricordato Mario Furore, eurodeputato del M5s, “talvolta la sollecitazione dei giovani è stata importante per creare un movimento di opinione che ha costretto l’Europa a rivedere tante delle sue politiche, ma dall’altra dobbiamo riconoscere alle istituzioni europee che su alcuni temi sono stati fatti dei passi importanti”, a partire dalla Climate Law.

Tra i temi affrontati anche la crisi demografica che, secondo l’eurodeputata Maria Veronica Rossi (Lega) “è la problematica più sottovaluta in ambito europeo”. L’onorevole ha sottolineato che “l’attuale tasso di natalità in Europa è ben al di sotto del tasso di sostituzione. Il che significa che la nostra popolazione sta invecchiando rapidamente”.

In base ai dati Eurostat, infatti, nel 2021 in Italia il tasso di natalità era pari a 1,25 per donna, con una media europea del 1,53. “Del resto senza un ricambio generazionale finiremo come degli europei che lentamente e inesorabilmente finirebbero per scomparire”, ha dichiarato l’eurodeputata.

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