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Giovani, boom “Povertà digitale”: il 29,3% non sa scaricare file da sistema scuola

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Nel 2020 ha fatto registrare un incremento record della cosiddetta “povertà digitale”, con particolare riferimento ai più piccoli. A lanciare l’allarme è stata Save the Children che con il suo rapporto “Riscriviamo il Futuro: una rilevazione sulla povertà educativa digitale”,  ha messo in luce un’inquietante paradosso: “Nonostante il tanto tempo passato di fronte agli schermi di pc e tablet, causa pandemia, molti di loro risultano impreparati e senza le necessarie competenze per affrontare il mondo digitale, configurando in questo periodo una nuova dimensione della povertà educativa, la povertà educativa digitale”.

Come evidenzia lo studio, anche se questa generazione di giovani viene chiamata “nativa digitale”, una percentuale significativa di loro mostra evidenti lacune nella conoscenza e l’utilizzo degli strumenti tecnologici, nonostante l’immersione nella “dimensione digitale” subita in quest’ultimo anno: “Tanto che un quinto dei ragazzi che hanno partecipato a questa inedita rilevazione sulla povertà educativa digitale non è ancora in grado di eseguire semplici operazioni utilizzando gli strumenti informatici, come condividere uno schermo durante una chiamata con Zoom (11%) o scaricare un documento condiviso da un insegnante sulla piattaforma della scuola (29,3%)”.

Dai risultati della ricerca, emerge infatti che circa un quinto (20,1%) dei minori che hanno partecipato all’indagine non è in grado di rispondere correttamente a più della metà delle domande proposte per valutare le competenze di base nell’utilizzo degli strumenti digitali, come  identificare una password sicura, condividere lo schermo durante una videochiamata (1 su 10), inserire un link in un testo, scaricare un file da una piattaforma della scuola (29,3%), utilizzare un browser per l’attività didattica (32,8%). Un risultato che non dovrebbe stupire se consideriamo che l’82% dichiara di non aver mai utilizzato prima della pandemia il tablet a scuola, percentuale che si assesta al 32.5% per la lavagna interattiva multimediale (LIM).

Tra gli studenti partecipanti allo studio, coloro che dichiarano di non avere a disposizione nessun tablet a casa sono il 30.4%, mentre il 14.2% afferma di non avere un personal computer. Più della metà (54%) vive in abitazioni dove ciascun membro della famiglia ha a disposizione meno di un dispositivo.

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