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Viminale: parte il progetto sperimentale “apertura di corridoi lavorativi”

Valorizzare gli ingressi legali in Italia, agevolare l’incontro tra offerta di lavoro delle aziende e le competenze lavorative degli stranieri, sono le finalità che si pone il protocollo d’intesa per la realizzazione di un progetto sperimentale per l’”apertura di corridoi lavorativi” tra i ministeri dell’Interno, degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, del Lavoro e delle Politiche sociali e la Comunità di Sant’Egidio.

Durante la firma del documento, il prefetto Laura Lega, capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, ha evidenziato che l’accordo si innesta nel quadro delle iniziative nazionali volte a garantire una migliore governance del fenomeno migratorio attraverso una valorizzazione di ingressi legali realizzati nell’ambito di un sistema organizzato, che consentiranno l’inserimento nel tessuto produttivo di figure professionali specifiche attraverso cui colmare carenze di risorse umane in determinati settori. 

Precipua finalità dell’intesa è, infatti, quella di predisporre e favorire l’incontro dell’offerta di lavoro, espressa dalle imprese sul territorio nazionale, con le competenze lavorative e la disponibilità a trasferirsi in Italia da parte di stranieri che si trovano all’estero, con particolare riferimento a quelle professioni di cui risulta accertata la perdurante carenza sul mercato del lavoro nazionale.

L’elaborazione dei progetti di formazione pre-partenza e di inserimento lavorativo, e l’individuazione dei relativi partecipanti, verranno effettuate dalla Comunità di Sant’Egidio che, avvalendosi a tal fine della rete di rapporti e di collaborazioni instaurate negli anni col progetto dei corridoi umanitari, si impegna con proprie risorse professionali ed economiche.

L’iniziativa interesserà complessivamente trecento stranieri nel biennio. I relativi progetti verranno realizzati, per quanto riguarda le attività da svolgere prima della partenza, sul territorio degli Stati del Libano, dell’Etiopia e della Costa d’Avorio, e saranno indirizzati in via preferenziale a stranieri cittadini di questi Paesi nonché, in misura residuale, a stranieri di altri Paesi dell’area residenti nei paesi indicati da un periodo consistente.  Per le attività da svolgere successivamente all’arrivo, verranno promossi dei progetti pilota nelle regioni Calabria, Lazio e Veneto, ferma restando la facoltà di estendere il perimetro dell’iniziativa in ulteriori ambiti territoriali del Paese in ragione della localizzazione dei luoghi di inserimento lavorativo.

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