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Aggressione alla dipendente del Patronato Enasc di Salerno. La solidarietà ed il sostegno del Presidente Nazionale del Patronato Salvatore Mamone.

Il vile ed efferato atto di aggressione alla nostra cara Loredana Romagnano, operatrice scrupolosa e professionale del nostro Patronato, è un atto grave che evidenzia una forte degenerazione del tessuto sociale e l’innalzamento della recrudescenza criminale in quella realtà, che non risparmia nemmeno le donne in gravidanza e le organizzazioni sociali non lucrative, quale è il nostro Patronato.
È quanto afferma in una nota il Presidente Nazionale Enasc, Salvatore Mamone esprimendo solidarietà e pieno sostegno alla dipendente, operatrice del Patronato.
Come si ricorderà, questo grave atto di cronaca è avvenuto a Salerno, in via Domenico Scaramella, sede dell’Unsic e del Patronato ENASC. La donna, al sesto mese di gravidanza è stata colpita al volto (tra l’orecchio e lo zigomo sinistro) con una pistola a piombini da un uomo dal volto scoperto entrato poco dopo le 18 di venerdì nella sua sede lavorativa e dopo un breve diverbio con la dipendente ha estratto una pistola a piombini e l’ha puntata contro la donna, ferendola gravemente.
Oggi, per estensione – evidenzia il Presidente Mamone -, Patronato significa assistenza, protezione sociale, o anche ente benefico per la protezione e l’assistenza di particolari categorie di persone, quali i lavoratori, giovani, pensionati, precari, sussidiati, diseredati. E a queste particolari categorie sociali che rivolgono il loro quotidiano operare i nostri tanti e scrupolosi operatori su tutto il territorio nazionale. Per queste ragioni – stigmatizza Mamone– questo gesto, non solo criminale, ma folle ed incomprensibile.
Confido nella azione delle Forze dell’Ordine e della Magistratura e sono sicuro che, presto, gli esecutori materiali ed eventuali mandanti, potranno essere consegnati alla giustizia. Tuttavia -conclude il Presidente MAMONE- sollecito tutte le forze sociali, politiche ed istituzionali del territorio di riferimento a reagire adeguatamente e far sì che siffatti episodi di violenza criminale non abbiano più a verificarsi. Un particolare appello a rafforzare l’azione di vigilanza anche in direzione delle sedi sindacali e di patronato, lo rivolgo a S.E. Il Prefetto ed il Sig. Questore di Salerno. Per quanto ci riguarda, come forze sociali ed assistenziali faremo la nostra parte sul versante della affermazione della “cultura della,legalità”. Bisogna contrastare la criminalità micro e macro, promuovendo “carovane di legalità”, a partire dalle scuole, che restano il primo, vero, presidio di crescita culturale, capace di ricostruire un tessuto democratico e civile, nel quale non alligni più la criminalità.

Salvatore Mamone, Presidente ENASC Nazionale

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