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Spilamberto, Modena: appuntamento con i Vignaioli Contrari

Torna sabato 13 e domenica 14 maggio all’interno della splendida cornice nobiliare della Rocca Rangoni di Spilamberto, Modena, l’appuntamento con Vignaioli Contrari. La manifestazione, giunta alla settima edizione, si presenta come un punto di riferimento per il mondo dei vini artigianali, prodotti da vitigni autoctoni, con straordinari momenti dedicati alla conoscenza e alla degustazione, grazie a oltre sessanta produttori provenienti da tutta Italia e dalla Slovenia.

I Vignaioli Contrari sono coloro che fanno comprendere il territorio di appartenenza e raccontano la loro storia mediante i vini che producono, con metodi artigianali ed autentici. Sono i responsabili del lavoro in vigna ed in cantina, nel pieno rispetto dell’ambiente e sono Contrari all’omologazione del gusto e alla standardizzazione dei vini. Piccole realtà artigiane che cercano di valorizzare al meglio il vino prodotto da vitigni autoctoni, preservando la tradizione del terroir a cui appartengono. Persone che danno continuità alla storia enologica del nostro Paese, impegnandosi a mantenere in vita le varietà di cultivar in via di estinzione, producendo vini di Terroir.

I produttori inviatati a prendere parte a Vignaioli Contrari hanno come obiettivo primario la valorizzazione delle varietà di vite autoctone e tradizionali del territorio di appartenenza e coltivano direttamente la terra secondo criteri sostenibili, biologici, biodinamici, in linea con un criterio di rispetto ambientale.

L’evento è patrocinato da Regione Emilia Romagna, Comune di Spilamberto, Unione Terre di Castelli, Slow Food e vede la partecipazione dell’Ordine del Nocino Modenese e della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.

Un evento che valorizza il territorio e ne rafforza l’unicità del legame. Non a caso la scelta della location che ospita l’evento. Rocca Rangoni si trova all’interno del Comune di Spilamberto, è appartenuta per oltre 650 anni ai marchesi Rangoni e nel 2005 è stata acquistata dal Comune di Spilamberto che ne ha avviato il percorso di restauro. All’interno del Cortile d’Onore trova la giusta collocazione la Corte del Gusto, uno spazio in cui le eccellenze enogastronomiche del territorio trovano la loro ideale esposizione.

L’originaria struttura, una torre di avvistamento, faceva parte della fortificazione realizzata dal Comune di Modena, nel 1210, per controllare il confine bolognese e il corso del Panaro. L’impianto architettonico, come luogo fortificato, un quadrilatero con torri angolari e strade ortogonali fra loro, si ampliò dopo la concessione feudale del Castello ai nobili Rangoni, da parte di Aldobrandino d’Este, nel 1353.

La trasformazione della struttura della Rocca può essere distinta in circa tredici fasi, che videro momenti di ampliamento e rinnovamento alternati a periodi di decadenza ed abbandono.

Spilamberto è un bellissimo borgo nei pressi di Modena sulla strada che porta a Vignola, nel cuore delle Terre di Castelli. Le prime notizie relative a Spilamberto risalgono al 776, quando è testimoniato nella zona un ospizio per pellegrini di proprietà dell’Abbazia di Nonantola. Spilamberto, infatti, si sviluppa nei pressi della Via Romea, uno degli antichi tracciati che percorrevano l’Europa arrivando fino a Roma.

Passeggiando tra le vie del borgo è impossibile non notare il Torrione, ovvero il complesso medievale posto all’ingresso principale del paese e costruito a ridosso delle mura di cinta nel sec. XIV dal Comune di Modena per fortificare ulteriormente il castello da ovest.  Attualmente il Torrione ospita l’Antiquarium, il museo archeologico di Spilamberto, la sede dell’Ordine del Nocino Modenese e si può visitare la “Cella di Messer Filippo”.

Spilamberto è anche la sede della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale, uno dei prodotti principali del territorio assieme al nocino e agli amaretti. All’Aceto Balsamico Spilamberto è dedicato anche un museo che ne racconta storia e produzione ospitato Villa Fabriani, signorile costruzione internamente affrescata (primi anni del sec. XX) che prende il nome dai suoi primi proprietari: i Fabriani, antica e rispettata famiglia borghese spilambertese.

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