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Festival delle Città 2023: focus sugli obiettivi dell’Agenda 2030

Le città e gli obiettivi dell’Agenda 2030 sono stati al centro del panel di mercoledì 5 ottobre che si è tenuto all’interno della quinta edizione del Festival delle Città 2023, presso il Pio Sodalizio dei Piceni, in piazza San Salvatore in Lauro a Roma.

Il Festival delle Città, organizzato da Ali – Lega delle autonomie locali, è il consueto appuntamento annuale dove i sindaci e gli amministratori degli enti locali si confrontano e discutono di città e di territori, insieme al contributo di esponenti del governo italiano.

La sala Barbiana del Pio Sodalizio ha ospitato al suo interno sei protagonisti del mondo culturale, politico e socioeconomico del Paese, che hanno animato il dibattito con il proprio contributo e la propria esperienza professionale. Seduti al tavolo della sala Nicolò Mardegan di Enel Italia, Maria Rosa Barazza sindaca di Cappella Maggiore (Treviso), Mirko Balboni di Intesa Sanpaolo, Luana Zanella deputata Alleanza Verdi e Sinistra. In video collegamento Matteo Lepore sindaco di Bologna mentre presente in qualità di moderatore, il giornalista e autore televisivo Riccardo Iacona.

“Come Enel abbiamo un ruolo centrale nel compimento dell’Agenda 2030 – ha esordito Nicolò Mardegan di Enel Italia. “Distribuiamo energia elettrica in sette mila comuni italiani, e il nostro primo impegno è quello di rinnovare la rete elettrica, inadatta a reggere le conseguenze dei cambiamenti climatici. Pensiamo a quanto accaduto la passata estate in Sicilia, dove si sono registrate temperature record e alcuni comuni sono rimasti senza energia elettrica. Siamo gli aggiudicatari di 3,8 miliardi di euro da investire nella realizzazione dei progetti del Pnrr di cui 3,5 miliardi destinati al rinnovo della rete elettrica e 1,8 esclusivamente dedicati al Sud Italia, l’area che ne ha maggiormente bisogno. Tutto è da concludere e concretizzare entro il 2026. Il potenziamento della rete di distribuzione è necessario perché, come ci dicono i dati, il 70 per cento della popolazione mondiale si concentra nelle città e la richiesta dell’energia elettrica aumenta sempre di più”.

Dopo Mardegan ha preso la parola Matteo Lepore, sindaco di Bologna dal 2021.Abbiamo promosso una strategia che cercasse di tenere insieme non solo la direzione della grande città capoluogo ma anche dei centri abitativi minori perché il nostro Paese è fatto di paesi piccoli e medi. Il 65 per cento della popolazione vive proprio in piccoli e medi comuni. Da tempo abbiamo avviato alcuni investimenti sostenibili. Se nel precedente mandato ci siamo concentrati sull’illuminazione pubblica, in quello attuale vogliamo raccogliere la sfida dell’Europa per raggiungere la neutralità carbonica entro l’ambizioso obiettivo del 2030. Insieme ad altre otto città italiane siamo al lavoro per accelerare il cambiamento. Questo significa stipulare un contratto di città con le aziende pubbliche e private del territorio, convertire il trasporto pubblico in elettrico, dotare gli edifici pubblici di pannelli fotovoltaici. Ma soprattutto pensare a una riconversione industriale per non perdere l’opportunità che arriva dal Next Generation Eu, concependo il sistema Paese in chiave industriale”.

Il giro di tavolo continua con Maria Rosa Barazza, sindaca del Comune di Cappella Maggiore, in provincia di Treviso. “Nei piccoli comuni si riscontra una difficoltà maggiore nell’attuare i cambiamenti previsti dall’Agenda 2030. Per questo, per noi, è stato importante aderire alla rete dei comuni sostenibili per avere un supporto di competenze necessarie e confrontarsi sull’efficacia degli obiettivi. Come Bologna, stiamo lavorando sull’efficientamento degli edifici pubblici, dopo aver provveduto a quello dell’illuminazione pubblica. Un’altra realtà che ci interessa è quella delle comunità energetiche, che permetterebbe attraverso la condivisione, di abbassare il costo dell’energia elettrica”.

“L’acronimo ESG – Environmental (ambiente), Social (società) e Governance, rappresenta tre pilastri fondamentali per noi – ha dichiarato Mirko Balboni di Intesa Sanpaolo. “Il Gruppo Intesa Sanpaolo è uno dei pochi gruppi finanziari europei ad avere aderito a tutte le principali iniziative delle Nazioni Unite riguardanti il settore finanziario nell’ambito della sostenibilità, per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Inoltre nel 2021 abbiamo aderito a tutte le alleanze Net-Zero su credito, investimenti e assicurazione. Nel piano industriale 2022-2025 abbiamo previsto 76 miliardi di erogazione per la circolar economy. Abbiamo programmato una riduzione da qui al 2030 delle nostre emissioni e lavoriamo per ridurre ogni anno la nostra impronta energetica. Per noi la sostenibilità è anche essere inclusivi e operare per ridurre le diseguaglianze, perché la transizione energetica rischia di escludere una parte della popolazione all’accesso di mezzi importanti. Questi sono tutti goal presenti nell’Agenda 2030”.

A concludere l’incontro, l’intervento di Luana Zanella, deputata Alleanza Verdi e Sinistra. “Il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 non è solo oggetto di battaglia politica, ma anche e soprattutto un orizzonte culturale da affermare. L’Europa e i giovani sono stati fondamentali per convertire l’attenzione su questi temi. Il Pnrr è un grande investimento che va utilizzato anche per contrastare i cambiamenti climatici e velocizzare sulla transizione energetica”.

Da sinistra: Mirko Balboni, Maria Rosa Barazza, Nicolò Mardegan, Luana Zanella, Riccardo Iacona. In video: Matteo Lepore

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