
Approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che introduce nuove disposizioni in materia di coltivazione, promozione, commercializzazione, valorizzazione e incremento della qualità dei prodotti del settore florovivaistico e dell’intera filiera. L’intervento punta a costruire un quadro normativo organico per un comparto considerato strategico non solo per l’agricoltura, ma anche per l’ambiente e il paesaggio nazionale.
Il decreto florovivaismo intende armonizzare le figure professionali coinvolte e rafforzare la competitività della filiera, rendendola più strutturata e riconoscibile.
Uno degli aspetti più rilevanti del provvedimento riguarda la definizione, per la prima volta puntuale, dell’attività agricola florovivaistica, per delimitare con chiarezza il perimetro del settore e favorire interventi mirati. La definizione comprende la floricoltura, il vivaismo ornamentale, il vivaismo frutticolo, il vivaismo olivicolo, il vivaismo forestale, il vivaismo orticolo. Un successivo decreto interministeriale sarà chiamato a definire le figure professionali del comparto, con particolare attenzione all’aggiornamento del manutentore del verde.
Tra le principali novità introdotte dal decreto figura la tipizzazione del contratto di coltivazione. Questo strumento disciplina il rapporto tra produttore e committente, stabilendo l’obbligo per il primo di curare lo sviluppo del prodotto vegetale seguendo precise indicazioni tecniche. Si tratta di un elemento che punta a garantire maggiore qualità, tracciabilità e coerenza produttiva lungo tutta la filiera.
Il decreto introduce anche nuovi strumenti per il coordinamento e lo sviluppo del settore attraverso una programmazione quinquennale tra i quali il tavolo tecnico di filiera, il Piano nazionale del settore, un sistema di raccolta dati a cura di Ismea e la possibile adozione di un “marchio unico” nazionale per garantire origine e tracciabilità delle produzioni.
Il provvedimento disciplina anche il contributo dei soggetti privati alla produzione di materiali forestali di moltiplicazione, promuovendo al contempo la rinaturalizzazione dei territori.
In questo contesto, le Regioni avranno un ruolo attivo nel favorire la messa a dimora di alberi, con priorità per i comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti. L’obiettivo è contrastare il dissesto idrogeologico e incentivare la creazione di boschi urbani.
Prevista la possibilità per i Comuni di concedere terreni agricoli o degradati, fino a un massimo di un ettaro, in affitto agevolato o gratuito agli operatori vivaistici per la produzione di materiali forestali certificati. Una scelta che mira a favorire il ricambio generazionale e a incentivare competenze qualificate nel settore.
“Il decreto introduce una legge quadro organica, che garantisce certezze alle imprese, valorizza il lavoro, rafforza il made in Italy e consente una programmazione stabile degli investimenti – ha spiegato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. “Si passa dalla gestione delle crisi a una politica di sviluppo strutturata, capace di accompagnare il settore nel medio e lungo periodo. Il florovivaismo quindi entra finalmente a pieno titolo nelle politiche agricole e ambientali del Paese: non solo produzione, ma qualità, tutela del territorio, verde urbano e competitività sui mercati internazionali. È una risposta concreta a migliaia di aziende che chiedevano regole chiare e una prospettiva certa. Una riforma di sistema che guarda al futuro”.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
