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Agroalimentare, cresce il surplus commerciale dell’Ue: a febbraio avanzo in crescita del 43%

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Il commercio agroalimentare europeo continua a mostrare segnali di solidità. Nel febbraio 2026 il surplus commerciale dell’Unione europea ha raggiunto i 4,4 miliardi di euro, registrando un incremento del 43% rispetto al mese precedente. Un risultato che conferma la capacità del settore di mantenere un equilibrio positivo nonostante le difficoltà che interessano alcune filiere produttive. È quanto emerge dall’ultima relazione sul commercio agroalimentare pubblicata dalla Commissione europea, che evidenzia come l’avanzo commerciale cumulativo dei primi due mesi dell’anno si sia attestato a 7,4 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025.

A febbraio le esportazioni agroalimentari dell’Ue hanno raggiunto i 18,8 miliardi di euro, con un aumento del 6% rispetto a gennaio. Il confronto con il 2025 resta tuttavia negativo, con una flessione del 4% su base annua. Nel periodo gennaio-febbraio 2026 il valore complessivo delle esportazioni si è fermato a 36,5 miliardi di euro, segnando un calo del 5%, pari a 2,1 miliardi di euro in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il Regno Unito si conferma il principale mercato di destinazione dei prodotti agroalimentari europei, nonostante una contrazione delle spedizioni di 336 milioni di euro (-4%). A pesare sono stati soprattutto i minori volumi e valori registrati nelle esportazioni di carne suina e cereali. Tra i comparti che hanno invece mostrato maggiore dinamismo spicca quello della frutta e della frutta a guscio, cresciuto dell’8% grazie alle buone performance di mele e pere. In aumento anche i prodotti non alimentari legati al settore agroalimentare, che hanno registrato una crescita del 10%.

Sul fronte delle importazioni, febbraio ha fatto registrare un valore di 14,5 miliardi di euro, in diminuzione dell’1% rispetto al mese precedente e del 5% rispetto a un anno fa. Nei primi due mesi del 2026 le importazioni agroalimentari dell’Ue sono scese del 7%, con una riduzione complessiva di 2,2 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2025. Un andamento che ha contribuito in maniera determinante al rafforzamento della bilancia commerciale europea. I cali più significativi hanno riguardato i prodotti a base di cacao, i cereali e i semi oleosi. In controtendenza, invece, le importazioni di carne bovina, frutta e frutta a guscio, margarina e altri oli e grassi, che hanno registrato incrementi rispetto all’anno precedente.

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