
Delle circa quattro milioni e mezzo di aziende attive in Italia, quelle medio-piccole sono circa quattro milioni e 300mila, cioè oltre il 95 per cento. Costituiscono, quindi, la spina dorsale produttiva del nostro Paese. La stragrande maggioranza delle nostre aziende ha, pertanto, meno di dieci dipendenti, conserva un carattere prevalentemente familiare e ha un dinamismo preso ad esempio da tutto il mondo, specie per la grande propensione all’export e per perpetuare il migliore “made in Italy”.
La premessa di macroscenario è d’obbligo per comprendere come questo predominante segmento produttivo giochi un ruolo fondamentale per qualsiasi innovativo processo economico e sociale. Ad iniziare da quello cruciale della transizione energetica, imposto dal cambiamento climatico, dalle trasformazioni geopolitiche in atto in tutto il mondo e dalla sostenibilità economica quale imprescindibile conquista. Complessivamente si tratta di sfide che comportano un drastico ripensamento dei modelli produttivi per i quali le piccole e medie imprese sono particolarmente attrezzate, avendo dalla loro parte la grande e flessibile capacità di rapido adattamento.
Ad esempio, sono ormai molteplici i meritori esempi di adozione delle tecnologie rinnovabili o di gestione sostenibile dei rifiuti nel mondo agricolo, una svolta sostenuta anche da norme ad hoc. Sempre più aziende, anche in altri comparti produttivi, sfruttano la transizione energetica per crescere investendo in tecnologie green, come pannelli solari o pali eolici (oggi prevalentemente i micropali), e formano alleanze con altre aziende, ad esempio inserendosi in comunità energetiche. Pure il ricorso a certificazioni migliora la reputazione e attira consumatori attenti alla sostenibilità.
Non sono da meno i partnerariati pubblico-privati su progetti di economia circolare che investono anche le intere comunità locali.
L’Unsic è particolarmente vicina alle aziende nel favorire questa importante transizione che include anche la digitalizzazione e nuovi modelli di business. Lo fa offrendo gli strumenti più idonei al mutamento attraverso la propria rete di servizi. Garantiamo un’informazione puntuale ed esaustiva sul tema, in particolare sugli aggiornamenti normativi, assicuriamo la somministrazione di formazione attraverso i nostri numerosi esperti, offriamo il supporto nell’espletare iter amministrativi o nell’orientare verso il miglior accesso al credito o assicurativo.
La transizione energetica, pertanto, non può prescindere dal contributo delle piccole e medie imprese per realizzare un avvenire sostenibile grazie alla loro capacità di resilienza, di innovazione, di radicamento nei territori con filiere corte e relazioni dirette, anche attraverso i tanti distretti, specie in provincia. La strategia nazionale deve mettere al centro della propria azione proprio il tessuto produttivo costituito dalle aziende medie e piccole attraverso incentivi per investimenti in innovazione. Una centralità che aiuta anche i territori, specie quelli interni e montani che vivono le maggiori difficoltà.
Le Pmi, infatti, possono diventare le assolute protagoniste del nuovo modello produttivo sostenibile finalizzato alla salvaguardia dell’ambiente, alla riduzione degli sprechi e dei costi, alla digitalizzazione e, come fine ultimo, al miglioramento della qualità della vita.
Per favorire tale evoluzione, però, è necessario che ogni livello di amministrazione pubblica s’impegni non soltanto per sostenere questo vitale passaggio, ma anche a rimuovere quegli ostacoli, spesso atavici, rappresentati dalla burocrazia con le sue normative complesse.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
