
Dal 12 giugno 2026 le imprese potranno prenotare gli incentivi del Piano Transizione 5.0 attraverso la piattaforma del Gestore dei servizi energetici (Gse). La misura, finanziata con 9,8 miliardi di euro, sostiene investimenti in tecnologie avanzate, digitalizzazione e impianti alimentati da fonti rinnovabili. L’obiettivo è rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano e accelerarne il percorso verso la sostenibilità.
Nel presentare l’avvio della piattaforma, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato: “Con l’apertura della piattaforma rendiamo operativo il nuovo Piano Transizione 5.0: quasi 10 miliardi di risorse nazionali per accompagnare, nel prossimo triennio, gli investimenti delle imprese in innovazione digitale, efficienza energetica e tecnologie avanzate. Dopo il successo della prima misura, la più popolare tra le imprese, con oltre 4,25 miliardi di progetti attivati e circa 20 mila imprese coinvolte, facciamo un ulteriore passo in avanti, con regole più semplici e una programmazione pluriennale per sostenere al meglio chi investe, innova e produce in Italia, rafforzando la competitività del nostro sistema produttivo”.
Il Piano Transizione 5.0 si sviluppa lungo tre linee di intervento considerate centrali per la crescita del sistema economico nazionale. La prima riguarda l’adozione di tecnologie avanzate e beni strumentali innovativi, finalizzati ad aumentare efficienza e produttività. La seconda è legata alla digitalizzazione dei processi aziendali, elemento sempre più determinante per la competitività delle imprese sui mercati nazionali e internazionali. La terza direttrice riguarda invece la transizione energetica e ambientale, con particolare attenzione agli investimenti in impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo. Un ambito che consente alle aziende di ridurre i costi energetici e migliorare le proprie performance ambientali.
Le agevolazioni sono riconosciute per tutti gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. La finestra pluriennale rappresenta uno degli elementi più rilevanti della misura, poiché garantisce maggiore certezza nella pianificazione industriale e consente alle aziende di valutare con tempi adeguati investimenti in digitalizzazione, automazione e produzione energetica da fonti rinnovabili.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
