domenica , Novembre 17 2019
Home / Business / Dal 2018 addio alla banconota da 500€.

Dal 2018 addio alla banconota da 500€.

500_Euro-2

Si sono accesi nuovamente i riflettori sulla banconota più discussa dell’Eurozona, quella da 500€. In quanti hanno avuto la fortuna di vederla? Probabilmente non molti, tanto da fargli guadagnare il soprannome di banconota “Bin Laden”: tutti ne parlano ma pochi l’hanno vista. Infatti con circa 620 milioni di pezzi, la banconota da 500€ rappresenta solo il 3% degli euro in circolazione, ma con un controvalore di circa 300 miliardi ne costituisce il 30% del valore complessivo di quelli circolanti; di questo grande ammontare viene stimato che soltanto il 20% sia rimasto nel territorio dell’Eurozona e che la maggior parte, l’80%, si trovi al di fuori dell’Europa. Già nel mese di febbraio il consiglio direttivo BCE ha votato a favore di una dichiarazione di intenti per eliminare la banconota “viola”, il presidente Mario Draghi aveva affermato che “la banca Centrale stava riflettendo sulla questione per trovare la migliore soluzione”. Ma l’idea in questione è anche più vecchia, basti ricordare il primo studio dell’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) di Bankitalia risalente al 2009, dove veniva evidenziato come la banconota da 500€ spariva appena emessa non lasciando traccia nell’uso legale. Anche lo studio inglese della Serious Orgnaised Crime Agency (ora NCA) del 2010, aveva stimato che il 90% delle banconote viola in circolazione in terra britannica fossero nelle mani delle organizzazioni criminali, tanto da ispirare il provvedimento dello stesso anno che vietava a banche ed uffici di cambio di accettare ed emettere banconote da 500€ (ad esclusione dei turisti), e stiamo parlando di un paese dove vige un’altra moneta, la Sterlina. Più o meno per le stesse ragioni, ovvero l’utilizzo nel riciclaggio dei proventi del narcotraffico, gli Stati uniti hanno smesso di stampare banconote sopra i 100 dollari già nel lontano 1969, stessa cosa hanno fatto anche Canada nel 2001 e Singapore nel 2014. “Simili tagli sono il meccanismo di pagamento preferito di chi svolge attività illegali, date l’anonimità e la mancanza di tracciabilità della transazione che garantiscono”, questo è quello che emerge da un recente ricerca della prestigiosa università di Harvard, tanto che nel mercato nero la banconota da 500€ viene scambiata a un prezzo maggiore del suo valore nominale. La situazione della banconota viola nel nostro paese è piuttosto curiosa: dal 2010 le banche hanno messo in circolazione circa 12 milioni di pezzi, eppure i loro cliente ne hanno versati sui propri conti otto volte di più; tra l’altro nelle regioni meridionali, quelle più esposte alla criminalità organizzata, le scorte di queste banconote sono molto alte: in Calabria si calcolano depositi in pezzi da 500€ per un controvalore di 150 milioni di euro l’anno, in Campania 500 milioni, e in Puglia e Sicilia circa 150 milioni a testa. Inoltre come sottolineato dal rapporto della Fondazione Icsa del 2012, 4 banconote viola su 5 erano depositate in tre aree a ridosso di (ormai ex) paradisi fiscali: il confine italo-svizzero, la provincia di Forlì (vedi San Marino) e il Triveneto. Anche la Guardia di Finanza ha pochi dubbi sui pericoli che si celano dietro la banconota Bin Laden, e ne ha più volte sottolineato l’utilizzo nei pagamenti illeciti di tangenti, riciclaggio di denaro, traffici di armi e droga o nella realizzazione di frodi. Tra i paesi UE che più hanno spinto per mandare in pensione la banconota viola vi è proprio la Francia, finita sotto attacco nei recenti attentati di Parigi, il ministro delle Finanze francese ha dichiarato il mese scorso: “il biglietto da 500€ è utilizzato più per nascondere le cose che per comprarle. Viene utilizzato più per facilitare transazioni disoneste che per consentire di acquistare cose da mangiare”. Si sono invece opposti a quest’idea Germania e Austria, ma anche la Svizzera ha storto la bocca seppure non faccia parte dell’Eurozona. I primi due paesi temono che le banche centrali possano ridurre ancora di più i tassi di remunerazione dei depositi bancari come scritto dal giornale tedesco Die Welt, che sottolinea inoltre come eliminare questo taglio di euro ostacolerebbe il risparmio e di conseguenza l’incentivo agli investimenti. Inoltre sia la Germania che l’Austria sono paesi da sempre molto legati all’uso del contante e tra i principali sostenitori a suo tempo dell’introduzione della tanto discussa banconota all’alba della nascita della moneta unica. La Svizzera ha invece paura che la criminalità possa adottare al posto della banconota da 500€ quella da mille franchi svizzeri (valore di poco più di 900€). Il presidente della Bundesbank, la banca centrale di Berlino, contraria a questa idea, ha affermato nel mese di febbraio “non possiamo, in alcun modo, danneggiare la fiducia dei cittadini europei nella valuta comune e questa soluzione ha il potenziale per farlo. Non bisogna sottovalutare i problemi operativi collegati a una tale eventuale decisione”. Anche il consigliere della stessa Bundesbank, Carl-Ludwig Thiele ha criticato tale idea aggiungendo il pericoloso rischio che “pezzo dopo pezzo muoia la libertà”. Altre voci critiche sostengono invece che questa manovra poco serva a combattere il terrorismo e il riciclaggio in quanto i criminali non sarebbero “stupidi” e già utilizzano altri metodi per il riciclaggio del denaro sporco, come l’uso di società “paravento”. Il direttivo BCE si è riunito per un vertice non di politica monetaria il 4 maggio proprio per discutere di questa questione. La discussione verteva sul come eventualmente procedere, due erano l’ipotesi in ballo: o scegliere una data in cui dichiarare fuori corso la banconota da 500€; o semplicemente smettere di stamparla e procedere quindi in modo meno traumatico. Il direttivo ha seguito la seconda strada, seppur non in maniera nettissima, decidendo per lo stop alla produzione della banconota viola, la cui emissione verrà interrotta verso al fine del 2018. Dunque chi vorrà potrà continuare ancora ad utilizzarla come mezzo di pagamento senza limiti temporali ma visto che non sarà più stampata è inevitabile un suo graduale esaurimento. Si è giunti dunque a una sorta di compromesso tra le posizioni della banche centrali contrarie guidate dalla potente Bundesbank che non ne voleva la scomparsa, e quelle favorevoli, capeggiate dalla banca centrale francese, che si auspicava quanto prima un pensionamento della tanto discussa banconota viola.

Check Also

Mercedes ed Avis: il lusso diventa prêt-à-porter

Per consacrare il terzo anno di collaborazione, nella suggestiva terrazza dell’associazione Civita a Piazza Venezia, …