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Ismea, export agroalimentare: 61 mln di euro nel 2022

“Le sfide globali del made in Italy agroalimentare” è il titolo del webinar organizzato dall’Ismea nell’ambito della Rete rurale nazionale che si terrà giovedì 27 aprile con la partecipazione di esperti di alcune delle produzioni di punta del settore agroalimentare nazionale, come gli spumanti, le conserve di pomodoro, l’uva da tavola così come esponenti del settore della mangimistica che ha dovuto affrontare grandi difficoltà di approvvigionamento.

Al centro dell’incontro, gli scambi con l’estero del settore agroalimentare italiano e la presentazione in anteprima del nuovo rapporto sull’internazionalizzazione, con un’analisi della struttura e delle dinamiche di medio periodo degli scambi commerciali di cibi e bevande nelle diverse componenti merceologiche e destinazioni geografiche, proponendo anche uno studio sulla performance competitiva nell’ultimo quinquennio. Si parlerà anche delle prospettive dell’export nazionale alla luce dei cambiamenti negli equilibri geopolitici in atto e dell’impatto sulle filiere produttive dei forti rincari delle materie prima e dell’energia che hanno dominato il 2022.

È stato il 2022 a segnare un nuovo record per le esportazioni agroalimentari italiane che hanno sfiorato 61 miliardi di euro, in crescita del 14,8 per cento rispetto al 2021. Un risultato certamente influenzato dalla forte dinamica inflattiva e che ha inciso soprattutto sul lato passivo della bilancia commerciale, riportando in deficit il saldo del nostro interscambio (-1,6 miliardi di euro).

Il principale mercato di destinazione dei prodotti agroalimentari italiani si conferma l’Ue che, con 35 miliardi di euro, assorbe nel 2022 circa il 57 per cento delle nostre esportazioni. Germania, Stati Uniti e Francia rimangono i partner di maggior rilievo, con una quota complessiva del 37 per cento e tassi di crescita a doppia cifra sul 2021.

Si registra anche un forte incremento delle esportazioni verso Ungheria, Polonia e Repubblica ceca e – fuori dai confini comunitari – Regno Unito, con una ripresa sia in volume sia in valore delle principali voci dell’export alimentare nazionale. In controtendenza le spedizioni verso il Giappone, dove pesa la riduzione delle forniture di tabacchi lavorati, e verso la Russia, a causa dell’irrigidimento delle relazioni commerciali. Positiva la performance per tutti i principali comparti e categorie, con le uniche eccezioni, tra i primi 20 prodotti esportati, di mele e uva da tavola. I vini in bottiglia raggiungono 5,2 miliardi di euro di export (+6,6 per cento), grazie all’aumento dei prezzi che compensa largamente la riduzione dei volumi (-2,3 per cento); le esportazioni in valore delle paste alimentari aumentano del 38,4 per cento rispetto al 2021 e quelle dei vini spumanti del 19,4 per cento; crescono in misura consistente anche le esportazioni di caffè torrefatto e di prodotti da forno.

Anche dal lato delle importazioni, l’Ue si conferma il principale partner commerciale dell’Italia con una quota del 69 per cento sul nostro import pari a un valore di 43 miliardi di euro nel 2022. Francia, Spagna, Germania e Paesi Bassi sono i principali fornitori, ma spicca al quinto posto il ruolo del Brasile dal quale l’Italia ha aumentato di oltre il 50 per cento le sue importazioni.

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