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Turchia: salgono del 45 per cento gli stipendi pubblici

In amore e in guerra tutto è concesso. Si potrebbe allargare questa massima anche alla politica. A darne esempio concreto è il presidente turco Tayyip Recep Erdogan che, a soli cinque giorni dalle elezioni, ha annunciato un aumento del 45 per cento del salario minimo per circa 700 mila lavoratori del settore pubblico.

Lo riporta l’Agenzia Anadolu. Erdogan è intervenuto alla cerimonia della firma del protocollo di Accordo quadro di contrattazione collettiva pubblica del 2023 tenutasi presso il Complesso Presidenziale, dichiarando che l’aumento sarà comprensivo della quota assistenziale, portando così il salario minimo dei dipendenti pubblici a 15 mila lire turche, più o meno pari a 700 euro.

Nel suo discorso ha inoltre sottolineato che ci sarà un rialzo “del 10 per cento del salario base dei nostri lavoratori veterani, vittime del terrorismo e parenti dei martiri. D’altra parte, aumenteremo del 70 per cento le retribuzioni per gli straordinari. Prevediamo che i salari dei lavoratori notturni saranno pagati con uno + 8 per cento. Aggiorniamo le cifre dell’abbigliamento e degli aiuti alimentari e le innalziamo al ritmo dell’aumento dei salari. Stiamo anche valutando argomenti come il pagamento aggiuntivo, il pagamento dell’assistenza sociale, l’aumento del servizio e il numero di giorni di bonus per mancato pagamento. Mi auguro che il contratto collettivo sia vantaggioso per i nostri lavoratori e per le istituzioni”.

Le dichiarazioni del presidente uscente arrivano proprio a ridosso delle elezioni parlamentari e presidenziali del 14 maggio che, secondo recenti sondaggi, vedrebbero favorito il capo dell’opposizione Kemal Kılıçdaroğlu leader del Partito Popolare Repubblicano (CHP).

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