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Inflazione luglio 2026 al 2,8%: cresce la fiducia di famiglie e imprese

imprese

L’Istat registra a luglio 2026 un rallentamento dell’inflazione al 2,8% e un miglioramento della fiducia di consumatori e imprese. A incidere sulla frenata dei prezzi sono soprattutto energia e alimentari freschi, mentre gli indicatori economici mostrano segnali di maggiore stabilità.

Dopo il 3,0% registrato a giugno 2026, l’inflazione a luglio rallenta al 2,8% su base annua. Nello stesso periodo si osserva anche un lieve rafforzamento del clima di fiducia, sia tra le famiglie sia tra le imprese. È quanto emerge dalle rilevazioni diffuse dall’Istat sui prezzi al consumo e sulla fiducia di consumatori e imprese.

La flessione dell’inflazione è legata soprattutto all’andamento degli alimentari non lavorati (da +4,4% a +3,8%), e degli energetici non regolamentati (da +13,3% a +10,6%), che hanno contribuito a contenere la dinamica dei prezzi. Continuano invece a esercitare una pressione al rialzo gli alimentari lavorati (da -0,2% a +0,2%) e gli energetici regolamentati (da +9,2% a +14,9%), il cui aumento attenua l’effetto del calo registrato dalle altre componenti. Resta invariato il ritmo di crescita dei beni che compongono il cosiddetto “carrello della spesa”, fermo all’1,3% su base annua. Nessuna variazione anche per l’inflazione di fondo, che si mantiene all’1,6%, confermando un andamento stabile al netto delle componenti più volatili. L’Istat segnala inoltre che l’inflazione acquisita per il 2026 sale al 2,7%, valore che riflette la dinamica dei prezzi già maturata nel corso dell’anno.

Accanto al rallentamento dell’inflazione cresce anche la fiducia delle famiglie. L’indice passa da 92,4 a 94,2, sostenuto soprattutto da aspettative economiche più favorevoli. Il miglioramento più evidente riguarda il clima economico, che sale da 87,6 a 90,9, e il clima futuro, in aumento da 87,4 a 89,8. Più contenuto, ma comunque positivo, l’incremento del clima personale, passato da 94,2 a 95,4, e di quello corrente, che raggiunge 97,4 dai 96,2 del mese precedente.

Anche il clima di fiducia delle imprese registra un lieve progresso. L’indicatore composito passa da 95,3 a 95,6, grazie soprattutto ai risultati di manifattura, servizi e commercio. Nel dettaglio, l’indice della manifattura cresce da 88,6 a 89,6, quello dei servizi di mercato sale da 97,2 a 98,1, mentre il commercio al dettaglio migliora da 105,6 a 106,4. L’unico settore in controtendenza è quello delle costruzioni, dove l’indice arretra da 101,6 a 96,8, evidenziando un peggioramento del clima di fiducia rispetto a giugno.

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