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Unsicasa, Ape: le novità introdotte dalla direttiva “Case Green”

ape

Le nuove regole europee sulle “Case green” ridisegnano il quadro della prestazione energetica degli edifici. Nell’ambito della sua attività di informazione, rappresentanza e supporto agli operatori del settore immobiliare, Unsicasa, l’associazione dei proprietari di piccoli e grandi immobili illustra le principali novità riguardanti l’Ape (Attestato di prestazione energetica) introdotte dalla direttiva eu, con l’obiettivo di chiarire gli impatti delle nuove disposizioni su professionisti e proprietari immobiliari.

Iniziamo con il ricordare che la direttiva, nota anche come EPBD IV (Energy Performance of Buildings Directive, quarta revisione), fa parte del pacchetto europeo Fit for 55 e mira a ridurre progressivamente le emissioni di CO₂ del patrimonio edilizio europeo, stimolando la riqualificazione energetica di edifici pubblici e privati.

Per quanto riguarda l’Attestato di prestazione energetica (Ape) le novità introdotte hanno l’intento dichiarato di rendere lo strumento più completo e utile nel valutare la sostenibilità degli edifici e nel pianificare interventi di riqualificazione energetica.

Cos’è l’Attestato di prestazione energetica (Ape)

Ape è l’acronimo Attestato di prestazione energetica e rappresenta il documento ufficiale che certifica l’efficienza energetica di un immobile, indicando consumi, classe energetica e possibili interventi di miglioramento. Si tratta di una certificazione obbligatoria in Italia per valutare le prestazioni energetiche di edifici, appartamenti o abitazioni, che fornisce informazioni sul fabbisogno energetico, sulle emissioni di CO₂ e sull’uso di fonti rinnovabili, consentendo di capire quanto consuma una casa e come ridurre i costi di gestione

Le funzioni dell’Ape attengono prevalentemente: 

  • Classificazione energetica – l’Ape assegna una classe da A4 (massima efficienza) a G (minima efficienza) in base al consumo energetico dell’immobile
  • Trasparenza per compravendite e locazioni – l’attestazione è obbligatoria per rogiti, affitti, donazioni e annunci immobiliari.

L’Ape rappresenta inoltre uno strumento di miglioramento in quanto indica gli interventi consigliati per aumentare l’efficienza energetica, come isolamento termico, sostituzione infissi o impianti più efficienti; ed infine è strumento necessario per l’accesso agli incentivi fiscali, nonché per usufruire di bonus come Superbonus o Ecobonus.

Le novità introdotte dalla direttiva Case Green

Dal 3 giugno, l’Attestato di prestazione energetica non dovrà più limitarsi a indicare i consumi energetici dell’edificio, ma includerà anche la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, le emissioni generate e il GWP (Global Warming Potential), ovvero il potenziale di riscaldamento globale riferito all’intero ciclo di vita dell’immobile. Questo indicatore, considera non solo l’utilizzo quotidiano dell’edificio, ma anche aspetti legati ai materiali impiegati, alla costruzione, alla manutenzione e alla demolizione.

La direttiva Case Green punta a trasformare l’attestato di prestazione energetica in una guida utile per proprietari, tecnici e professionisti impegnati nella riqualificazione degli edifici. Per tale ragione il nuovo attestato si configurerà come uno strumento più operativo e dettagliato, capace di fornire indicazioni concrete sugli interventi di efficientamento energetico, sulle emissioni da ridurre e sui potenziali risparmi ottenibili.

Inoltre per gli immobili in classe energetica F o G, l’Ape conterrà indicazioni utili per pianificare interventi mirati, anche attraverso l’eventuale accesso agli incentivi e ai bonus edilizi ancora disponibili.

Altra importante novità riguarda la classificazione energetica degli edifici. Si abbandonerà infatti l’attuale scala A4-G utilizzata nel nostro paese, in favore di una nuova classificazione energetica uniforme a livello europeo, basata su una scala che andrà dalla classe A alla classe G in cui la classe A sarà riservata agli edifici a emissioni zero (ZEB – Zero Emission Buildings), mentre la classe G comprenderà gli immobili con le peggiori prestazioni energetiche del patrimonio edilizio nazionale. Le classi intermedie saranno invece determinate sulla base della distribuzione reale delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti.

A ben guardare sarà molto più che una mera riduzione del numero delle classi energetiche. Infatti a cambiare sarà anche il criterio con cui gli edifici verranno collocati all’interno della scala.

L’obiettivo è quello di rendere confrontabili gli edifici nei diversi Paesi dell’Unione europea e, allo stesso tempo, accelerare il processo di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare esistente, che rappresenta ancora una delle principali fonti di consumo energetico e di emissioni climalteranti.

La normativa prevede inoltre che i proprietari di immobili con classi energetiche inferiori alla C possano accedere a sportelli di consulenza dedicati, pensati per supportare la scelta degli interventi più efficaci e l’individuazione degli incentivi disponibili. Le modalità operative saranno definite in fase di recepimento nazionale della direttiva.

Si precisa che i proprietari in possesso di un Ape in corso di validità non dovranno effettuare alcun aggiornamento fino alla naturale scadenza decennale del documento, salvo interventi che modifichino le prestazioni energetiche dell’immobile. Le nuove regole si applicheranno ai nuovi Ape emessi successivamente all’entrata in vigore del sistema europeo e agli attestati aggiornati in seguito a interventi edilizi o impiantistici che richiedano una nuova certificazione energetica.

Ricapitolando, l’Ape tenderà a trasformarsi sempre più in una vera carta d’identità energetica dell’immobile, capace di rappresentare in maniera più completa le prestazioni dell’edificio e la sua effettiva efficienza energetica.

La revisione dell’Attestato di prestazione energetica si inserisce inoltre in un quadro europeo più ampio che sta progressivamente estendendo la valutazione degli edifici oltre il solo consumo energetico. Con il Regolamento UE 2026/52, ad esempio, l’Unione europea ha già introdotto nuovi criteri per il calcolo del Global Warming Potential (GWP) degli edifici lungo il loro intero ciclo di vita, rafforzando ulteriormente il legame tra prestazioni energetiche, emissioni climalteranti e sostenibilità ambientale del patrimonio edilizio.

In questa prospettiva, anche l’Ape è destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale nella definizione delle future politiche europee in materia edilizia e risparmio energetico.

Ha collaborato Ylenia Ferrante (coordinatrice nazionale Unsicasa)

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