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Cdm: via libera alle nuove norme per la Valutazione di impatto ambientale

 

impatto ambientaleApprovato dal Consigli dei ministri, nella riunione di venerdì scorso, la Valutazione di impatto ambientale, che inserisce una nuova definizione di “impatti ambientali”, redatta in base alla direttiva Ue.

Nella definizione sono compresi anche gli effetti diretti e indiretti di un progetto sulla popolazione, la salute umana, il patrimonio culturale e il paesaggio.

Il provvedimento va quindi a mettere in pratica la direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo del 16 aprile del 2014 che modifica la direttiva 2011/92/UE.

Punto di forza della normativa è la semplificazione delle procedure. “Allo stato attuale, da un’analisi della durata media delle procedure di competenza statale, si riscontrano tempi medi per la conclusione dei procedimenti di VIA di circa 3 anni, – ha detto il Governo in una nota stampa – mentre per la verifica di assoggettabilità a VIA sono necessari circa 11,4 mesi”.

Novità del decreto. Sono ridotti complessivamente i tempi per la conclusione dei procedimenti. In altre parole si offre al proponente di richiedere, in alternativa alla Via ordinaria, il rilascio di un “provvedimento unico ambientale”, che coordini e sostituisca tutti i titoli abilitativi o autorizzativi riconducibili ai fattori ambientali. Una norma transitoria gli consente di richiedere l’applicazione della nuova disciplina anche ai procedimenti pendenti.

È prevista la riduzione complessiva dei tempi per la conclusione dei procedimenti e tutti i termini sono qualificati come “perentori” ai sensi della disciplina generale sulla responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile dei dirigenti, nonché sulla sostituzione amministrativa in caso di inadempienza.

Per lo “screening” sarà sufficiente uno studio preliminare ambientale e nel caso di modifiche o estensioni di opere esistenti, potrà richiedere all’autorità competente un “pre-screening”, ovvero una valutazione preliminare del progetto per individuare l’eventuale procedura da avviare.

Tutto questo va a rilanciare la crescita sostenibile. Correggendo le criticità riscontrate da amministrazioni e imprese e sbloccando il potenziale derivante dagli investimenti in opere, infrastrutture e impianti. È prevista la digitalizzazione degli oneri informativi a carico dei proponenti, eliminando gli obblighi di pubblicazione sulla stampa.

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