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Giro di vite sulle “liste fantasma” alle elezioni

Non c’è nemmeno bisogno di raccogliere le firme per presentare una lista per le elezioni in comuni sotto i mille residenti. È successo anche questa volta, alle scorse amministrative: il fenomeno delle liste fantasma è presente in tantissimi paesi, specie nel Mezzogiorno.

Il più delle volte si tratta di candidature presentate da militari o esponenti delle forze dell’ordine: una volta candidati, hanno diritto, per legge, ad una licenza straordinaria di ben un mese, cioè per tutto il mese della campagna elettorale. Quasi sempre nei luoghi dove sono candidati non si fanno nemmeno vedere e quel mese diventa una sorta di “ferie aggiuntive”.

Il fenomeno è talmente diffuso che in alcune Regioni le liste fantasma raggiungono quasi la metà di tutte le liste in campo. Un esempio? Il Molise, dove su 66 liste totali, le liste fantasma erano quasi la metà e naturalmente le più non hanno ottenuto nemmeno un voto, dal momento che a presentarsi sono persone estranee al luogo. Tra i casi più clamorosi del voto della settimana scorsa c’è stato quello di Salcito, piccolo borgo in provincia di Campobasso con poche centinaia di abitanti, dove sono state presentate ben nove liste, ma solo due hanno preso voti e le altre sette sono rimaste a zero.

Il senatore Costanzo Della Porta (Fratelli d’Italia), intervistato da “Striscia la Notizia”, ha annunciato un giro di vite. “Lo scorso primo marzo – ha detto Della Porta – abbiamo approvato in Senato una norma che va a limitare fortemente questa possibilità perché ripristina la raccolta delle firme per presentare le candidature anche nei comuni più piccoli. Il disegno di legge ora dovrà essere approvato anche dalla Camera e spero che già dalle prossime elezioni amministrative la nuova norma sia in vigore”.

Bene, però sarebbe il caso anche di ridurre il privilegio riservato alle forze dell’ordine del mese di “vacanza” per le campagne elettorali. Avveniva anche per i militari di leva, quando ancora il servizio militare obbligatorio esisteva, per cui molti ragazzi si candidavano nei piccoli centri. Piccole furbizie all’italiana.

Il fenomeno delle liste fantasma si registra da anni esclusivamente nei centri sotto i mille abitanti, dove appunto non è necessario raccogliere le firme per la sottoscrizione delle liste, ma nessuno è mai intervenuto in tutto questo tempo.

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