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Giustizia sociale e pace, un binomio indissolubile

evento giustizia sociale e pace

Si è tenuto ieri, 20 febbraio, in occasione della giornata mondiale della giustizia sociale, il convegno “Giustizia sociale e pace: interdipendenza, prosperità, valori universali”.

L’evento, organizzato su iniziativa della senatrice Tilde Minasi in collaborazione con Universal peace federation Italia (Upf), con l’Associazione internazionale dei parlamentari per la pace Italia e con la partecipazione di Unicri, Liaison office di Roma, ha indagato lo stretto rapporto che intercorre tra i due concetti.

“Non può esserci giustizia sociale senza pace, così come non può esserci pace senza giustizia sociale”, ha dichiarato la senatrice Minasi, ricordando che “ogni persona deve essere valorizzata a prescindere dal suo status e deve avere le stesse opportunità. Solo così può realizzarsi una convivenza pacifica tra cittadini che porterà a una convivenza pacifica anche tra gli altri Stati”.

Infatti, alla base delle macro-conflittualità vi sono le micro-conflittualità, che partono dalle istituzioni intermedie in cui si trova il cittadino e dalla famiglia in primis.

A un’attenta analisi, i grandi e i piccoli conflitti seguono gli stessi schemi. Nei reati di violenza di genere, per esempio, le differenze e la mancata riduzione delle barriere fanno sì che una persona prevalga sull’altra, ha spiegato la Micaela Piredda, sostituto procuratore della Repubblica del tribunale di Roma, ricalcando di fatto le stesse dinamiche delle guerre tra Stati. Allo stesso modo, l’aspetto economico che spesso è causa di grandi conflitti, è altrettanto importante nelle dimensioni private del cittadino.

Come ribadito nel corso dell’evento lo sviluppo sostenibile, dal punto di vista economico, ambientale e sociale, è fondamentale per ridurre i rischi di rottura e costruire un sistema valido che possa garantire la pace.

Se in merito ai primi due punti la tassonomia sta facendo grandi passi avanti, dal punto di vista sociale sembra mancare “la volontà, la cultura o la sensibilità per affrontare questo problema”, ha dichiarato Marco Ricceri, segretario generale Eurispes.

Come ha sottolineato la senatrice Minasi, mai come quest’anno la giornata della giustizia sociale assume un significato profondo. Alla luce dei drammi che stiamo vivendo in questo periodo storico, infatti, “è importante che si parli di questi temi per sensibilizzare le coscienze e gli animi”, così da realizzare la pace.

In tal senso si impegna l’Upf, il cui scopo – ha ricordato il presidente Carlo Zonato – “è favorire la cooperazione interreligiosa e internazionale” per giungere a quest’obiettivo comune.

Tra gli altri intervenuti al convegno la senatrice Stefania Pucciarelli, presidente della Commissione straordinaria per i Diritti umani; l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita; il senatore Manfredi Potenti, della Commissione Giustizia; Alessandra Liquori, liaison officer della Unicri di Roma e Sergio De Nicola, sostituto procuratore presso Corte d’Appello di Cagliari.

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