
Firmato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, il decreto FERX definitivo che introduce un nuovo sistema di sostegno agli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Il provvedimento arriva dopo il via libera della Commissione europea e punta a favorire oltre 37 GW di nuova capacità energetica in Italia. Le misure interesseranno fotovoltaico, eolico, idroelettrico e impianti per il trattamento dei gas derivanti dai processi di depurazione.
Il provvedimento sarà ora trasmesso agli organi di controllo competenti e diventerà operativo il giorno successivo alla pubblicazione sul sito del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase).
L’obiettivo del FERX è sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che presentano costi di generazione ormai prossimi alla competitività di mercato. Per raggiungere questo risultato, il decreto introduce un meccanismo di supporto economico destinato a specifiche categorie di impianti.
Potranno accedere agli incentivi gli impianti solari fotovoltaici, eolici, idroelettrici e quelli dedicati al trattamento dei gas residuati dai processi di depurazione.
Il decreto stabilisce un contingente massimo di 37,15 gigawatt di nuova capacità installata.
Di questi:
- 10 GW sono riservati agli impianti con potenza fino a 1 MW, che potranno accedere direttamente al meccanismo di sostegno;
- 27,15 GW saranno destinati agli impianti di dimensioni superiori, che dovranno partecipare a procedure pubbliche competitive organizzate dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
Il sistema punta a favorire sia la diffusione degli impianti di piccola taglia sia lo sviluppo di progetti industriali più rilevanti, attraverso procedure concorrenziali che consentano di ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche.
Secondo quanto previsto dal testo, la capacità che sarà resa disponibile attraverso le procedure competitive è distribuita tra le diverse tecnologie.
Nel dettaglio:
- 16,5 GW saranno destinati all’eolico;
- 10 GW al fotovoltaico;
- 0,63 GW all’idroelettrico;
- 0,02 GW agli impianti che valorizzano i gas residuati dai processi di depurazione.
La quota maggiore è quindi assegnata all’energia eolica, considerata una delle tecnologie più mature e con maggior potenziale di crescita nel mix energetico nazionale.
Un passaggio fondamentale per l’attuazione della misura riguarda la definizione delle modalità di accesso agli incentivi.
Il decreto prevede infatti che, entro 60 giorni dall’entrata in vigore, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica approvi, su proposta del Gse, le regole operative necessarie per rendere pienamente funzionante il nuovo sistema.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
