
L’Italia amplia il proprio patrimonio agroalimentare certificato con due nuove iscrizioni nel registro europeo delle Indicazioni geografiche protette. A ottenere il riconoscimento sono il Peperoncino di Calabria Igp e la Zampina di Sammichele Igp, due produzioni fortemente legate ai rispettivi territori e considerate espressioni della tradizione gastronomica locale.
Con queste nuove registrazioni, il sistema italiano delle indicazioni geografiche raggiunge quota 892 riconoscimenti complessivi, consolidando ulteriormente la leadership nazionale nel panorama europeo delle produzioni certificate.
Nel comparto alimentare, l’Italia conta oggi 334 riconoscimenti, suddivisi in 174 Dop, 156 Igp e 4 Stg. A questi si aggiungono le 522 denominazioni del settore vitivinicolo, per un totale di 856 prodotti Dop, Igp e Stg tra cibo e vino. Il quadro si completa con le 36 Indicazioni Geografiche delle Bevande Spiritose, che portano il totale nazionale a 892 riconoscimenti.
Si tratta di un sistema che rappresenta non solo un elemento distintivo del made in Italy agroalimentare, ma anche uno strumento di tutela economica per le imprese e per le comunità che operano nelle aree di produzione.
I dati elaborati dall’Osservatorio Qualivita evidenziano il peso economico delle produzioni certificate nei territori coinvolti dalle nuove registrazioni.
In Puglia, seconda regione del Mezzogiorno per valore della Dop Economy, il comparto ha generato nel 2024 un valore pari a 711 milioni di euro. Tra le denominazioni che assicurano il maggiore ritorno economico figurano Puglia Igp, Primitivo di Manduria Dop e Salento Igp nel settore vitivinicolo.
Per il comparto alimentare, i prodotti di riferimento sono Terra di Bari Dop per l’olio extravergine di oliva, Caciocavallo Silano Dop e Burrata di Andria Igp, eccellenze che contribuiscono in maniera significativa alla competitività del sistema agroalimentare regionale.
L’ingresso della Zampina di Sammichele nel registro europeo aggiunge un nuovo tassello a una filiera che punta sulla valorizzazione delle produzioni identitarie e sulla loro riconoscibilità sui mercati.
Anche la Calabria rafforza il proprio patrimonio di qualità certificata grazie al riconoscimento del Peperoncino di Calabria Igp, prodotto simbolo della cultura gastronomica regionale e ingrediente profondamente radicato nelle tradizioni locali.
Secondo l’Osservatorio Qualivita, nel 2024 la Calabria si colloca al 18° posto in Italia per valore della Dop Economy, con un volume economico di 51 milioni di euro.
Tra le principali denominazioni del comparto alimentare si distinguono Cipolla rossa di Tropea Calabria Igp, Patata della Sila Igp e Clementine di Calabria Igp, mentre nel settore vitivinicolo spiccano Cirò Dop e Calabria Igp.
“L’iscrizione del Peperoncino di Calabria e della Zampina di Sammichele di Bari nel registro europeo delle Ig è un risultato importante che premia il lavoro dei nostri produttori – ha dichiarato il titolare del Masaf Francesco Lollobrigida. “Le Indicazioni geografiche sono la via maestra per far riconoscere il giusto valore alle nostre eccellenze: il Sud Italia ha enormi potenzialità in questo settore, custodisce tante realtà che possono iscriversi nel registro europeo. L’ingresso di questi due prodotti è un segnale positivo che consolida il primato assoluto dell’Italia in Europa nel comparto agroalimentare, a testimonianza della nostra biodiversità e della qualità che riusciamo ad esprimere”.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
