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Enuip: monologo dell’attrice Annalisa Insardà

Unsic_InsardaUn interessante monologo teatrale sui valori etici, sulla giustizia e sull’impegno civile. Un  intervento dalla forte valenza sociale che ha voluto ricordare Rocco Barnabei, il cittadino statunitense di origini italiane condannato nel 2000 alla pena di morte per l’omicidio della fidanzata, tra molte proteste per una colpevolezza sostenuta da prove molto flebili. Ma anche la misteriosa morte dell’urologo 34enne Attilio Manca, di origini siciliane, che operò Bernardo Provenzano in una clinica di Marsiglia. E ancora la vendetta contro la testimone di giustizia calabrese Lea Garofano, carbonizzata per tre giorni dalla criminalità organizzata.

A creare sapientemente un fil rouge tra queste celebri, ma oscure, vicende di cronaca è stata l’attrice Annalisa Insardà protagonista della giornata di giovedì 8 giugno nell’ambito della settimana di servizio civile che sta coinvolgendo numerosi ragazzi presso la sede dell’Unsic a Roma tramite l’ente di formazione Enuip. Nel suo intrigante monologo, l’artista originaria di Laureana di Borrello (Reggio Calabria) ha raccontato la sua esperienza artistica ricca di riconoscimenti, tra teatro, con una particolare dedizione per i classici greci (imminente l’interpretazione di “Medea” di Euripide), cinema (tra l’altro ha interpretato la cognata di Lea Garofano in “Lea”, con la regia di Marco Tullio Giordana), serie tv. Insardà ha raggiunto il grande successo soprattutto con lo spettacolo teatrale “Reality shock”, di cui è anche autrice, oltre che interprete. E’ ideatrice anche di numerosi cortometraggi cinematografici.

Nel corso dell’incontro con i ragazzi del servizio civile, l’attrice ha sottolineato, tra l’altro, l’importanza del passato, citando la celebre frase di Pier Paolo Pasolini relativa all’Italia, definita “Paese senza memoria”. “E’ basilare guardare al passato per affrontare il futuro, un tempo che non c’è in quanto va costruito – ha evidenziato l’artista calabrese, che ha invitato i giovani a dirigersi verso il futuro “come quei vogatori che remano di schiena verso il traguardo”.

L’incontro s’è a lungo soffermato sui temi della criminalità, compresi il racconto del sacrificio di Peppino Impastato – ucciso lo stesso giorno di Aldo Moro – e un dibattito con i ragazzi sulla scarcerazione di Totò Riina per i noti motivi di salute, sfociando nell’accenno delle dieci regole per la dominazione del pensiero pubblico disegnate da Noam Chomsky.

(Gi.Ca.)

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