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Cosa ci dice il record del “BTp Italia Sì” a 8,8 miliardi

Il “BTp Italia Sì”, indicizzato all’inflazione, ha raggiunto un risultato finale di raccolta a 8,84 miliardi di euro, con un valore medio di 31.453 euro a testa. È il terzo titolo del genere più venduto di sempre, dopo quello di 14 miliardi del maggio 2020, in piena pandemia da Covid, e quello del 2014 a quota 10,5 miliardi. Ad essere intercettati sono stati soprattutto i piccoli risparmiatori. La cedola assicura un tasso fisso dell’1,6% e una quota variabile calcolata sulla variazione semestrale dell’indice “Foi”, cioè quello che misura inflazione e prezzi al consumo. Il premio finale è dello 0,6%, più uno 0,12% di rendimento medio annuo a chi manterrà il titolo in portafoglio fino alla scadenza.

La notizia non è soltanto economica, ma rappresenta un evidente termometro della fase di forte inquietudine e della sensazione di insicurezza avvertita dai cittadini italiani. L’intesa di Usa e Iran evidentemente non è sufficiente per seminare serenità: il consumatore ha a che fare quotidianamente con i prezzi dei generi sugli scaffali e con quelli di benzina e diesel per cui l’inflazione torna a far paura. Tanto più che i salari sono fermi e la situazione politica italiana, dopo quattro anni di sostanziale stabilità, vive nuove perturbazioni, anche di riflesso alla geopolitica europea e mondiale. Insomma, torna a farsi sentire pesantemente il cosiddetto caro-vita.

Il fenomeno del boom dei titoli con le cedole indicizzate all’inflazione è però mondiale. Gli investitori globalmente hanno subìto il lievitare dei costi provocato dallo scoppio della guerra del Golfo e scelgono questa formula, all’interno del mondo obbligazionario, quale estrema forma di protezione.

Se fare previsioni nel campo economico è sempre più azzardato, causa anche i riflessi di una geopolitica ormai schizofrenica, il dato della corsa al “BTp Italia Sì” ci dice, però, che c’è una buona parte degli italiani che è sempre più preda del pessimismo e, in generale, della paura. Alcuni sommovimenti nel panorama politico ne danno conferma. Tutte le forze politiche che hanno a cuore lo status quo democratico e liberale ne dovrebbero tenerne conto.

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