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Il calcio italiano sempre più in crisi

C’è la passione di milioni di italiani. Ma anche i residui dell’orgoglio nazionale. E un fattore economico non trascurabile, visto che le coppe europee costituiscono la principale fonte di guadagno per le squadre. 

Dopo i mondiali di calcio che hanno visto gli azzurri rimanere a casa, non era mai successo che in un turno settimanale di Champions League tutte e quattro le squadre italiane venissero amaramente sconfitte. E male. Quattordici i gol complessivamente subiti.

Martedì l’Inter campione d’Italia ha perso in casa con i fiamminghi del Bruges, la settima sconfitta nelle dodici partite europee guidate dall’allenatore Chivu. Un record negativo. Le colpe sono ben distribuite: dalle indecisioni del portiere Martinez ad una difesa discutibile fino all’età media decisamente alta dei giocatori (28,5 anni) poco conciliabile con il vocabolo “correre” e con il calcio offensivo.

Il Napoli, pur non giocando male specie nel primo tempo, è uscito con le ossa rotte dallo stadio del Villarreal, tre gol subìti (uno per un erroraccio di Politano) e un cammino europeo che si complica.

Il Como, dopo l’ottimo esordio europeo con i quattro gol al Lipsia, non si è ripetuto con il Feyenoord, la squadra di Rotterdam capolista della Eredivisie. Dopo l’illusione con il primo gol di Diao al 18’, che poi si è fatto male (sostituito dal disastroso Rodriguez), gli olandesi sono saliti in cattedra.

La sconfitta più bruciante è quella della Roma, che all’82° stava vincendo 3 a 1 contro il Real Madrid di Mourinho, al quale sono bastati i cambi giusti e tre calci d’angolo per ribaltarla con la classica “remuntada”. Il suicidio giallorosso conferma i problemi anche mentali di una squadra incapace di mantenere il vantaggio di due gol, come successo in campionato con l’Inter.

Il quadro spietato conferma le enormi difficoltà del calcio italiano, specie nei confronti internazionali. Un disastro con pesanti conseguenze anche economiche, visto che il calcio è sempre meno seguito dalle nuove generazioni.

In fondo anche in campionato, così come accaduto lo scorso anno, non c’è squadra da percorsi davvero trionfali. Condizione che si riflette anche in ambito europeo. E mentre, nonostante le solite chiacchiere da bar, i giovani calciatori italiani dei vivai vengono poco valorizzati e utilizzati, proprio in questo turno scopriamo talenti italiani che emergono all’estero. L’Inter ha subìto tre gol da Nicolò Tresoldi, ventiduenne sardo cresciuto calcisticamente a Gubbio prima di acquisire la cittadinanza tedesca nel 2022 e segnare 14 reti con l’Hannover e 32 con il Bruges. Un assist del Feyenoord è stata opera di Luciano Valente, origini romane, trequartista molto veloce che dopo esperienze nell’Under 19 e 20 italiane, è poi passato alla nazionale olandese. Fuga non soltanto di cervelli, ma anche di gambe.

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