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L’imminente “invasione” di robot umanoidi

All’inizio costituivano unicamente un fenomeno per attrarre i visitatori nelle fiere. Quasi da “baraccone”. Oggi i robot cosiddetti umanoidi, sempre più simili agli esseri umani, si candidano invece a sostituire gli esseri viventi in molte mansioni, dal lavoro in fabbriche senza luci accese, con notevole risparmio energetico, zero rischi per la sicurezza e maggiore produttività, all’assistenza agli anziani o anche a persone sole. Ci si domanda, allora: in quanti “mestieri” soppianteranno gli uomini? Si pensi alle catene di montaggio, alla logistica, alla sorveglianza, alla cura delle persone, soltanto per fare qualche esempio. Anche perché i robot sono sempre più evoluti grazie ad antenne, sensori, telecamere, microfoni, giroscopi per le velocità angolari, encoder per le posizioni dei motori, accelerometri e magnetometri.

Certo, il costo di questi automi è attualmente a cinque zeri. Ma tenderà, con il tempo, a scendere come tutti gli accessori elettronici grazie alla scalabilità, per cui si tratta di un mercato che sarà presto florido, anche grazie all’integrazione con l’intelligenza artificiale.

Non a caso sono i cinesi che stanno puntando decisamente verso queste “macchine”: Unitree Robotics ha debuttato trionfalmente alla Borsa di Shanghai con una domanda, da parte degli investitori, superiore di migliaia di volte all’offerta iniziale. Ma anche Elon Musk è nella partita, il quale è convinto che rispetto alla celebre automobile che oggi incarna il 75% dei ricavi complessivi della sua Tesla, la maggior parte del valore in futuro arriverà da Optimus, il suo robot umanoide in produzione a Fremont, in California, e presto in vendita. In Italia è soprattutto l’Istituto italiano di tecnologia di Genova a eccellere nello sviluppo della robotica avanzata, con un focus particolare proprio sui robot umanoidi.

Il fenomeno è, però, soltanto all’inizio. Lo scorso anno ne sono stati venduti circa 7mila secondo la Federazione internazionale di robotica (Ifr), a fronte di 603mila robot industriali installati nel mondo (oggi sarebbero oltre cinque milioni). Ma il settore è in rapida espansione e l’evoluzione delle “macchine” è straordinaria. Il robot cinese Tiangon Ultra ha percorso i 100 metri in 8,64 secondi durante i World Humanoid Robot Games, battendo persino il record umano di Usain Bolt. Le aziende del settore, come 1X e Unitree, stanno migliorando principalmente la destrezza delle mani e dei polsi, finalizzando gli obiettivi sul lavoro manuale.

C’è un altro aspetto da tenere conto per quanto riguarda il mercato del lavoro. Molte aziende, causa anche il calo demografico, non trovano personale. I robot, in questo caso, sono visti come la soluzione futura al problema. Nella sanità, ad esempio, potrebbero alleviare la cronica mancanza di infermieri, perlomeno per alcune mansioni.

Ovviamente ci sarà bisogno di regolamentazioni, ma anche di adeguamenti nei sistemi di certificazione, responsabilità legale e sindacale, assicurazione. Qui la politica si deve muovere subito per non trovarci impreparati in Europa soprattutto all’imminente invasione di umanoidi cinesi.

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