Nei giorni scorsi è andato in onda in prima serata su Raiuno “La Notte dei Serpenti”, un meritevole spettacolo-concerto incentrato sulle canzoni della tradizione abruzzese. A sorpresa il programma è stato il più visto, battendo la concorrenza delle altre reti televisive (numerose anche le visualizzazioni sui social).
L’evento, alla quarta edizione, è cresciuto nel tempo: partito in seconda serata, con 650mila spettatori all’esordio, ha quindi conquistato la prima serata su Raidue con un milione di spettatori e l’8,8% di share, fino a toccare il 14,68% di share quest’anno. Segno che produzioni di qualità, specie nel servizio pubblico televisivo, meritano i giusti spazi.
Ovviamente il piccolo ma culturalmente ricco Abruzzo su Raiuno in prima serata è una scommessa. È vero che “comunità” di abruzzesi sono presenti in tutta Italia e in tutto il mondo, ma è altrettanto vero, visti i numeri, che tanti appassionati di tradizioni popolari hanno finalmente potuto assistere in Rai ad uno spettacolo degno di una nobile tradizione. Una scommessa, quindi, pienamente vinta.
Sulla scia della Notte della Taranta in Puglia, partita nell’ormai lontano 1998, con l’apice rappresentato dal Concertone di Melpignano che richiama decine di migliaia di persone non soltanto da tutta Italia (trasmesso sulle reti Rai), il nostro immenso patrimonio culturale locale merita doverosi spazi nel servizio pubblico televisivo. Se il Palio di Siena, nei due appuntamenti annuali a luglio e ad agosto, viene trasmesso da La7, quello di Asti è sulla Rai, così come la Giostra della Quintana di Ascoli Piceno. Legato a queste e alle tantissime altre tradizioni del nostro Paese c’è innanzitutto l’orgoglio delle radici e la salvaguardia delle preziose identità locali, quelle che hanno reso unici i nostri borghi e le nostre città – non a caso abbiamo il primato mondiale dei luoghi patrimonio dell’umanità Unesco.
Nel caso dell’Abruzzo, poi, c’è l’ideazione e la direzione artistica del bravo maestro Enrico Melozzi, nota presenza sanremese, che trasmette con ogni gesto il proprio amore per la sua terra. E il supporto della Regione: “Gli ascolti testimoniano la bontà dell’investimento compiuto dalla Regione Abruzzo e la validità di un’operazione culturale costruita con continuità in questi anni. La crescita del pubblico dimostra che la tradizione culturale e artistica abruzzese, quando viene valorizzata con qualità e ambizione, sa parlare a un’audience sempre più ampia, conquistando visibilità e attenzione anche oltre i confini regionali – ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.
Altro successo della formula: il tour delle “prove aperte” dell’evento, con l’eccezionale successo di pubblico (la piazza pienissima a Teramo, ad esempio, ma anche la presenza nelle scuole e nei teatri regionali), fino alla serata-clou a Pescara, Stadio del Mare, che ha raccolto oltre 50mila spettatori in piazza. Ottima anche la miscela tra antico o moderno e l’arricchimento con importanti ospiti anche estranei alla regione, che non riducono l’evento ad una sagra di paese, ma ad uno spettacolo apprezzato, appunto, in tutta Italia.
In una fase di crisi per la nostra cultura e soprattutto per la nostra geografia (che nella scuola non si studia più), garantire una vetrina nazionale di grande prestigio ad una piccola regione è un’operazione encomiabile. Altri territori dovrebbero prendere nota.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
