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Vicini alla ministra Roccella

La ministra Eugenia Roccella con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (foto Quirinale.it)

Il dramma che ha colpito la ministra Eugenia Roccella – la tragica scomparsa del marito con cui era legata da più di mezzo secolo – ha un’appendice abbietta: un elenco di messaggi social che vanno dalle offese gratuite agli auspici di morte per la politica (“Solo il marito, lei no? Peccato” riporta un messaggio evidenziato dal Corriere della Sera).

Per lo più protetti dall’anonimato, gli haters non risparmiano insulti di ogni genere per colpire la ministra, approfittando vilmente del suo periodo di sofferenza. Emerge addirittura la soddisfazione per la scomparsa del marito. Tutto ciò rientra in questa lunga fase segnata dal crescente abbrutimento non soltanto delle azioni, ma anche delle parole. Il “leone da tastiera” è ormai una categoria che accompagna la semina d’odio.

L’incidente occorso nel lago di Vico al marito della ministra ha offerto l’occasione ad un esercito di odiatori per scatenare l’accanimento verso una politica a cui è attribuita – dai detrattori – una visione “retrograda” verso temi progressisti (aborto, fine vita, ecc.). Ricordiamo che l’impegno politico della ministra è partita dall’attivismo nel Partito Radicale (co-fondato dal padre) per poi approdare a posizioni meno laiche. Ed oggi è sufficiente pensarla in modo differente per passare da avversario a “nemico giurato”.

Purtroppo lo strumento dei social, per la sua immediatezza e la semplicità d’uso, ma anche – se non soprattutto – per la garanzia di anonimato, è quello preferito dagli odiatori seriali. Di recente ne hanno fatto le spese Daniela Ferrari, la mamma di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, la quale ha tentato il suicidio di fronte a questa tempesta d’odio, nonché persino il cardinale Camillo Ruini, che dopo la scomparsa ha rappresentato un facile bersaglio per le sue posizioni anticomuniste.

Bene ha fatto la premier Giorgia Meloni a stigmatizzare quanto avvenuto definendo “ignobili e disumani” i commenti contro Eugenia Roccella, etichettandoli come “qualcosa che fa rabbrividire” e ricordando che “c’è un limite che non dovrebbe mai essere superato, ed è quello del rispetto dovuto alla sofferenza umana”.

Non ha naturalmente alcuna giustificazione questa tempesta d’odio, che denota solo tanta ignoranza. Come Unsic desideriamo esprimere la totale vicinanza alla ministra in questo difficile momento, aggravato dalla cattiveria di una minoranza di scriteriati.

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