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Psicologia, sorridere rilancia climi relazionali positivi

sorridereRiduce lo stress, incrementa la salute, migliora l’umore e abbassa la pressione sanguigna. Gli scienziati di tutto il mondo hanno dimostrato che sorridere è un semplice toccasana per mente, spirito e corpo e porta benefici nella vita privata come nel lavoro. Per ricordarci di sorridere è stato addirittura inventato il World Smile Day, che è celebrato nei giorni scorsi.

Charlie Chaplin ha firmato il celebre aforisma “Un giorno senza sorriso è un giorno perso”. E gli esperti di tutto il mondo hanno dimostrato scientificamente che sorridere incrementa la qualità della vita, e non solo. Infatti un recente studio della Pennsylvania State University, riportato da Forbes, afferma che chi sorride viene percepito non solo come più piacevole e simpatico, ma anche più competente. Il benessere che ne deriva, quindi, incide positivamente nelle relazioni con gli altri, in famiglia, con gli amici e anche al lavoro. Dall’incremento del 180% di energia rispetto ai colleghi scontenti alla maggiore soddisfazione del proprio lavoro (155%), dal maggiore grado d’impegno nelle attività quotidiane (108%) all’aumento di motivazione (50%) e produttività (50%), come riportano le ricerche di Pryce-Jones, autrice di Happiness at Work e Ceo di iOpener. Benefici sottolineati anche dalla master coach Marina Osnaghi, secondo la quale “grazie al benessere apportato da un sorriso sincero, le persone possono condividere momenti di gioia e lavorare in modo più produttivo”.

Anche l’Australian’s Flinders University ha condotto uno studio che rivela come l’attività cerebrale innescata dall’osservazione della faccina contenta è simile a quella attivata nelle persone che vedono un sorriso reale in un volto umano. Infatti numerosi sono gli effetti terapeutici documentati che derivano dall’atto di sorridere: dalla riduzione dei livelli di cortisolo, adrenalina e dopamina che regolano lo stress, all’incremento dell’endorfina, l’ormone della felicità, all’abbassamento dei livelli di pressione sanguigna, così come riporta Eric Savitz in un articolo di Forbes.

Le ricercatrici Tara Kraft e Sarah Pressman hanno pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Sciences by Kansas uno studio sugli effetti positivi che derivano dall’espressione facciale di chi sorride, indipendentemente dal fatto che il sorriso sia sincero e spontaneo o finto e forzato. Sorridere, inoltre, migliora le relazioni tra le persone, facendole percepire più piacevoli, disponibili e carismatiche: il professore di psicologia Howard Friedman dell’University of California, ha scoperto che le persone carismatiche tendono a sorridere maggiormente rispetto la media, strizzando gli occhi per dimostrare la genuinità del loro intento, e conquistando quindi la simpatia dei loro interlocutori.

Ma non è tutto, perché l’atto di sorridere porta benefici non solo alla sfera privata della vita delle persone ma anche alla sfera lavorativa. Per esempio, Sonya Lyubomirsky, docente di psicologia presso l’University of California, ha dimostrato come il buonumore al lavoro conduca a risultati positivi come maggiore produttività e migliore qualità delle performance. In particolare, Jessica Pryce-Jones, autrice di “Happiness at Work” e Ceo di iOpener, concorda affermando che gli effetti della stretta correlazione tra sorriso e produttività al lavoro si traducono in alti livelli di energia, migliori prestazioni, promozioni rapide, nuove entrate e buona salute. Anche l’Harvard Business Review ha condotto numerose ricerche ed edizioni dedicate al valore del sorriso, perché negli ultimi vent’anni è divenuto evidente a economisti, neuroscienziati e psicologi quanto il benessere degli impiegati porti profitto alle aziende, oltre che alla società.

(Gi.Ca.)

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